Dove vanno i moderati?

berlusconiIl rilancio del brand “Forza Italia” per queste ultime elezioni ha rappresentato la necessità di riportare la mente dei consumatori-elettori “al successo originario” (Chiara C. Moroni, 2014). E’ stato un tentativo di rinnovare la forma del prodotto, senza alterarne la sostanza. Tale manovra si è tuttavia dimostrata velleitaria, i risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative, infatti, hanno sì rappresentato un “scampato pericolo per Berlusconi” (Cise, 2014), ma ci hanno mostrato che il Nord si sta muovendo. L’elettorato moderato, in particolare, si è chiaramente indirizzato verso lidi renziani.

La volontà dell’ex Cavaliere di restare nella parte destra dello scacchiere politico, al fine di intestarsi la paternità delle riforme, rischia di generare un nuovo blocco del sistema, questa volta congelando l’elettorato moderato sul centro sinistra.

Nonostante la crisi elettorale del berlusconismo, il patto del Nazareno sembra aver tenuto e l’accordo Romani-Boschi ne è la riprova, essendo riuscito a placare le voci di chi ambiva a formattare l’attuale leadership.

Qualsiasi nuova formulazione della destra italiana, sia per mezzo di modalità verticistiche à la Passera, sia con il “Contratto per il Centro destra” e la tanto sospirata Leopolda Blu, dovrà necessariamente ottenere il placet di Arcore. Solo con esso si potrà garantire una concreta possibilità di alternanza, “requisito essenziale per una democrazia vitale e funzionante” (Sabbatucci, 2003).

 

Patrick Paris

 

Fonti:

Chiara C. Moroni, “Il futuro alle spalle: la nuova Forza Italia di Berlusconi”, RdP

http://cise.luiss.it/cise/2014/06/10/laffluenza-in-calo-di-20-punti-ha-ribaltato-i-risultati/

Piero Ignazi, “ E così all’opposizione Grillo restò solo”, L’Espresso, 26 giugno 2014

G. Sabbatucci, “Il trasformismo come sistema”, Editori Laterza, 2003, p. 7

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