Elezioni e partecipazione: l’ascesa dell’astensionismo

votoDa un po’ di tempo nel nostro Paese si sta registrando un altissimo tasso di astensionismo alle elezioni. I numeri crescono notevolmente quando facciamo riferimento alle amministrative.

Un aspetto interessante dell’astensionismo, definito come “la non partecipazione al voto” (Pasquino, 1983, 62) è quello che Giacomo Sani chiama astensionismo civico che si verifica tutte le volte che l’elettore adempie al suo dovere civico recandosi alle urne ma manifesta la sua protesta antipolitica e la sua disaffezione deponendo nell’urna una scheda bianca o non valida. Alla luce di ciò, è opportuno chiedersi: quali sono le cause dell’astensionismo? e ancora, qual è la differenza, in termini di partecipazione elettorale, tra elezioni politiche ed amministrative?

Una prima causa sistemica dell’astensionismo è stata individuata da Pasquino nella tendenza dell’elettore a partecipare maggiormente alle elezioni politiche rispetto a quelle amministrative che vengono considerate “elezioni di secondo grado” e quindi meno importanti. A dimostrazione di ciò possiamo vedere che l’affluenza alle urne alle elezioni politiche del 2013[1], nonostante sia stata la più bassa registrata negli ultimi 12 anni[2], è stata del 75.18%. Con particolare riferimento alle ultime elezioni amministrative del 25 Maggio 2014 è interessante notare che la percentuale totale degli aventi diritto al voto che si è recata alle urne è stata del 70,61% al primo turno ed è diminuita di ben 21 punti percentuali[3]  al ballottaggio registrando una partecipazione pari al 49,50% .Guardando a dati retrospettivi relativi alle elezioni amministrative del 2013 notiamo che la situazione non è molto diversa. L’affluenza alle urne fu del 62,38% dei votanti al primo turno e solo del 48.51% al ballottaggio[4]. I dati ci mostrano che, soprattutto al secondo turno, il tasso di astensionismo è molto alto.

Sono molti i cittadini che da tempo non si sentono più rappresentati e considerano i vari programmi presentati pressoché omogenei e frutto di accordi strumentali e poco trasparenti. Occorrerebbe quindi diversificare maggiormente le proposte in modo da permettere ad ogni cittadino di identificarsi in una “cerchia di riferimento” ben delineata.

 

Laura Panunzio

 

[1] http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/sala_stampa/speciali/elezioni_politiche_regionali_2013/.

[2] http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/camera/

[3] Per maggiori informazioni si rimanda alla consultazione della pagina online del Ministero dell’Interno: http://elezioni.interno.it/.

[4] http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/elezioni_amministrative_2013/.

 

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