Aggrappati ad un start-up: i giovani tentano così di sconfiggere la disoccupazione

finanziamenti-imprenditoria-giovanile_eCon una disoccupazione giovanile pari al 42.7% in Italia e con un mercato del lavoro chiuso senza possibilità di assumere nuove forze di lavoro, ai giovani non è rimasto che l’ingegno e la creatività. La crisi nel mercato tradizionale non ha fermato l’autoimprenditorialità. Questa nuova tendenza si intravede già nel tessuto delle 675mila imprese giovanili composte per almeno il 50% da under 35. Youtuber, start-upper, blogger, queste le nuove professioni in voga fra i giovani, per il 40% già laureati provenienti dai background più disparati.

Dietro al mito del self made man e con grandi ambizioni, i giovani cercano di fare fronte alla crisi occupazionale creando una nuovo mercato molto più libero e concorrenziale. In questa nuova finestra occupazionale il curriculum spesso viene in secondo posto, sorpassato dall’innovazione, dalle idee e da una visione molto più liberale e aperta. Ingredienti importanti sono, oltre alla creatività, una buona conoscenza d’insieme e un costante aggiornamento delle nuove sfide e opportunità che colpiscono i diversi settori tradizionali. Infatti, le nuove leve innovative si giocano la carta del green building, le tecniche di costruzione a impatto zero. E il verde si espande a tutta linea: dall’agricoltura, con produzioni bio a qualità certificata, all’energia delle fonti rinnovabili, al turismo a chilometro zero delle filiere rurali. Ma le competenze e la creatività hanno anche un ampio spazio di successo nei settori avanzati: il settore di informazione e informatica, quello dei software e della consulenza, del marketing e della pubblicità. Fra i principali progetti spiccano la creazione e progettazione di nuove app e le sharing economies che rispondono alle nuove domande di economicità, semplicità ed efficacia come Uber, Air B&B e Bla Bla Car, le quali stanno diventando una forte concorrenza per le imprese tradizionali. Anche il brand del made in Italy resta fra le carte vincenti.

A riguardo, il governo non ha tardato di dare il proprio contributo. La settimana scorsa infatti, il Ministero dello Sviluppo economico e Unioncamere hanno reso nota l’estensione della Legge riguardante l’esonero dai diritti camerali di segreteria a favore delle startup innovative e dagli incubatori certificati, relativo cioè a tutti gli atti posti in essere dalle startup innovative, successivi all’iscrizione nel registro delle imprese. Questo provvedimento va ad allargare la normativa e le agevolazioni sempre più ampie in materia di startup, dando così un maggior impulso allo sviluppo di novi metodi e forme per fare impresa e aprendo le porte ad un target di persone sempre più giovani ed innovative. Giovani preparati e qualificati, pronti ad immergersi in un nuovo mondo di lavoro dinamico, flessibile che si autoregola e si sviluppa grazie ad un networking di domande e offerte innovative; ma che  cercano soprattutto, di evitare gli ostacoli del tradizionale mercato del lavoro con tutto ciò che esso comporta in termini di burocrazia, sindacati e rigidità.

Non sarà facile prevedere quanto le startup riusciranno ad imporsi nell’economia globale, di certo l’inizio è buono, l’impatto e la loro presenza sui mercati finanziari è infatti crescente, ma la strada da percorre per giocare un ruolo di primo piano è ancora lunga.

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