Svezia, la vera locomotiva d’Europa al test elettorale

L’economia svedese, ad oggi una delle più forti economie europee, può vantare un disoccupazione pari al 7.7% (in discesa), un tasso di crescita atteso per il prossimo anno pari al 3%, un deficit di bilancio relativamente basso (2,2% del PIL) e prevede di raggiungere un avanzo entro il 2017. Risultati lusinghieri che la colazione di centrodestra, Alleanza per la Svezia, ha utilizzato durante la campagna elettorale per ottenere un nuovo mandato dagli elettori nelle elezioni di domenica.

Tuttavia, le perfomance economiche potrebbero non bastare per riconfermare, all’attuale governo, un terzo mandato.

Dopo la sua prima vittoria nelle elezioni del 2006 (51% dei seggi in Parlamento), Reinfeldt iniziò a guidare la coalizione di centrodestra, proponendo un programma politico che faceva propri temi cari alla cultura socialdemocratica presentandosi più centrista rispetto a quello dei suoi predecessori alla guida del Partito Moderato caratterizzato da un convito conservatorismo liberale.

La soluzione moderata che ha previsto un compromesso fra mercato e welfare ha portato il partito, e l’Alleanza, alla vittoria nel 2010, considerata un fatto storico per la Svezia, uno dei Paesi europei più tradizionalmente associati alla socialdemocrazia.

In quell’occasione, l’Alleanza non ha però ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e si è vista costretta a guidare un governo di minoranza con il sostegno esterno dei Verdi e rifiutando la possibilità di allearsi con i Democratici Svedesi, partito estremista di destra.

Questo graduale spostamento verso il centro (sinistra), si è pero dimostrato ai fin dei conti, particolarmente rischioso per i Moderati, al momento vulnerabili difronte ad una polarizzazione del panorama politico svedese e dall’ascesa degli estremisti.

Infatti, temi delicati come l’aumento dell’immigrazione e dei rifugiati hanno alimentato i discorsi populisti dei Democratici Svedesi aumentando enormemente il loro consenso fra la popolazione, a scapito dei Moderati.

Dall’altra parte dello schieramento, l’avanzata dei Verdi si è particolarmente fatta sentire nelle ultime elezioni europee. Il partito dei Verdi infatti è stato quello che, probabilmente, meglio ha saputo rispondere alle domande della società svedese, che dopo il welfare, è particolarmente interessata alle politiche riguardanti il clima, l’energia e l’educazione.

Queste elezioni vedranno dunque un quadro politico frammentato con delle spinte centrifughe molto forti soprattutto verso l’estrema destra dello schieramento, e un’Alleanza al centro sempre più debole, composta da un solo partito predominante (i Moderati) e tre partiti, sempre più piccoli, che rischiano  di non superare la soglia di sbarramento del 4%.

Fernanda Jeanne Bulajich

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