Le prime crepe del modello svedese

elezioni-svezia-democratici-svedesiIl “Modello socialdemocratico svedese”, basato su governi monocolore, spesso di minoranza e sul un sistema di welfare equo e funzionante che giustifica una forte pressione fiscale accettata dai cittadini, inizia a mostrare le prime debolezze. L’economia più grande della regione scandinava nonché una delle socialdemocrazie a lungo considerate un modello di riferimento per molte forze politiche di sinistra riformatrici, rischia di cadere in uno stallo politico di fronte all’emergere dei Democratici Svedesi di estrema destra, diventati il terzo partito in Svezia.

Le elezioni di domenica scorsa hanno visto vincitore il leader del Partito Social-democratico, Stefan Lofven. Il partito di centro-sinistra è  attualmente il partito più grande in Svezia, ma i risultati ottenuti sono probabilmente i peggiori raggiunti in questo secolo. Infatti, il Partito socialdemocratico non é mai stato all’opposizione per così tanti anni di seguito, ma soprattuto, ha sempre guidato un governo mono-partitico (1994-2006), spesso di minoranza ma sostenuto dalla “fiducia tacita”  del parlamento. Queste caratteristiche lo hanno contraddistinto come il principale potere politico della Svezia per gran parte del 20° secolo.

Questa volta, i tre principali partiti di centro-sinistra (Socialdemocratici, Verdi e Partito di Sinistra) hanno ottenuto la maggioranza dei voti, pari al 43.7% contro il 39,3% dell’attuale coalizione di governo, Alleanza per la Svezia, e il sorprendente 12,9% dei Democratici Svedesi di estrema destra; risultati che non sono bastati per ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento. La formazione del governo é il primo ostacolo che Lofven dovrà affrontare. Oltre alla non brillante performance socialdemocratica, il blocco di sinistra, non ufficialmente una coalizione, soffre il ridimensionamento dei verdi (una sorpresa dopo gli ottimi risultati alle elezioni europee) e può’ contare soltanto con il 5.7% del Partito di Sinistra.

Dal canto suo i Democratici Svedesi di estrema destra possono festeggiare un traguardo importante. Attualmente sono il terzo partito della Svezia e contano 49 seggi in parlamento, il doppio rispetto all’elezioni precedenti. Questa posizione potrà permetterli di giocare un ruolo significativo di ago della bilancia. I loro voti saranno indispensabili per la realizzazione le riforme proposte dai socialdemocratici, che rischiano l’empasse o di dover essere rinegoziate con il partito di Jimmie Åkesson; cosa che però, Lofven ha già dichiarato di non voler fare.

 

Fernanda Jeanne Bulajich

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