Bolivia, il socialismo del “Indio” sulle orme del “Caudillo”

Il tono poetico e solenne della Costituzione dello Stato Plurinazionale della Bolivia nasconde dei lati oscuri. La Bolivia, per quanto riguarda le relazioni internazionali, si differenzia dagli altri Paesi bolivariani, ma quando si tratta di agire nelle politiche nazionali le cose non cambiano

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Foto: http://www.ilfarosulmondo.it/

“In tempi immemorabili si eressero montagne, si mossero fiumi, si formarono laghi. La nostra Amazzonia, il nostro chaco, il nostro altopiano e le nostre pianure e valli si coprirono di verde e di fiori. Popolammo questa sacra Madre Terra con visi differenti, e comprendemmo sin da allora la pluralità vigente in tutte le cose e la nostra diversità come esseri e culture. Così abbiamo formato i nostri popoli, e non comprendemmo mai il razzismo fino a quando non lo abbiamo sofferto dai funesti tempi della colonia”. 

Così inizia il preambolo della Costituzione Bolivariana, come una poesia, approvata tramite Referendum nel 2009 sotto la Presidenza di Evo Morales, soprannominato “el Indio”. Una costituzione che garantisce sulla carta maggiori diritti civili e politici a tutta la popolazione boliviana, ma quanti di questi diritti sono stati rispettati negli anni portando ad un miglioramento delle condizioni di vita dei boliviani? In Bolivia si sono appena svolte le elezioni presidenziali che hanno riconfermato Evo Morales quale leader indiscusso del Paese, mentre qualche mese fa Nicolas Maduro, amico e alleato del presidente boliviano ed erede del “caudillo” Chavez, ha vinto le sue elezioni in Venezuela (ne abbiamo parlato qui).

Entrambi i paesi fanno parte dell’Alleanza Bolivariana delle Americhe (ALBA), un progetto di cooperazione sociale,  politica ed economica tra i paesi dell’America Latina ed i paesi caraibici. Se si analizzano le politiche di Morales osserviamo come queste non si discostino di molto dalle politiche venezuelane, ma il futuro boliviano è apparentemente più roseo visti gli attuali dati economici rispetto a quello degli alleati.

La capacità di Evo Morales  è stata di stabilizzare lo scenario politico e di risollevare l’economia, grazie anche alla non completa chiusura alle organizzazioni internazionali, come il FMI con il quale ha raggiunto un accordo per rafforzare il sistema finanziario e mantenere la sostenibilità di questo. Non sono mancati però scontri con altre attori internazionali come l’ONU sullo scottante tema della coltivazione della pianta di coca, che sostiene in buona parte il PIL del paese; sempre secondo la costituzione del 2009 la coca rappresenta il patrimonio culturale, risorsa naturale rinnovabile della biodiversità di Bolivia, e, come fattore di coesione sociale, nel suo stato naturale non è stupefacente”.

Ci sono però ancora dei lati oscuri nella presidenza boliviana, come ad esempio la libertà di stampa e in questo frangente le politiche boliviane si avvicinano a quelle venezuelane. La costituzione prevede la libertà di parola e di stampa, ma il codice penale della Bolivia stabilisce  che i giornalisti possono essere incarcerati da un mese a due anni, se colpevoli di calunnie, insulti, o diffamazioni di funzionari pubblici. Quando le infrazioni riguardano il Presidente, Vice Presidente o un Ministro la pena può essere aumentata della metà. Inoltre vi è la volontà di modificare la Costituzione eliminando il limite di due mandati per ciascun Presidente, così come è già stato fatto in Venezuela.

Sappiamo che un buon regime democratico favorisce una crescita economica e viceversa: sarà il caso della Bolivia che potrà smentire questo, con poca democrazia e una buona economia? È difficile immaginarlo in quanto non è ancora possibile prevedere i risultati della nazionalizzazione completa delle industrie, che potrebbe portarla a commettere lo stesso sbaglio del Paese amico, il Venezuela, e non si possono nemmeno prevedere le reazioni della popolazione boliviana se il Presidente dovesse forzare la mano sulle riforme istituzionali.

Per saperne di più:

http://www.eods.eu/library/FR%20BOLIVIA%202009_es.pdf

http://www.oep.org.bo/ 

Vittoria Canessa

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