Renzi e la corsa alle elezioni

La riforma elettorale è uno dei prossimi obiettivi che il premier Renzi vuole centrare. Tutto ciò per anticipare l’appuntamento con le elezioni politiche. Ma è il caso che non sia così precipitoso.

Renzi elezioniIl fast president Matteo Renzi – quello che fa tutto (più o meno bene) di corsa – si appresta a varare la sua riforma della legge elettorale (l’ormai famoso “Italicum”, un nome non proprio fortunato per i riferimenti alla stagione stragista di questo paese) che dovrebbe servire per la prossima legislatura. Dato che si è concesso la proroga di 1000 giorni nella durata del suo governo. Intanto va ipotizzando le sue riforme con stile assertivo, dandole per realizzate – è  il caso di dire – a destra e sinistra.

Per quello che se n’è capito, la nuova legge elettorale contiene soglie di sbarramento, premi di maggioranza e candidature non eleggibili. Esattamente quanto aveva censurato la Corte Costituzionale qualche mese fa con riferimento all’altro capolavoro di finezza istituzionale che risponde al nome fortemente evocativo di “porcellum”.

Ma lo fa con alcuni orpelli innovativi che prevedono anche improbabili doppi turni di coalizione. Tutto per spingere a elezioni anticipate che, per il momento, sia la vicenda del Quirinale ovvero le dimissioni di Napolitano, sia l’interesse contrario di Berlusconi, tuttora impegnato a riorganizzare le fila del suo partito, sembrano impedire.

Sennonché, lo stesso presidente del consiglio dovrebbe usare maggiore cautela nello spingere per elezioni politiche. Se le attese di successo sono riferite al risultato ottenuto alle europee dello scorso anno, allora i calcoli sono sbagliati: per la natura comunque specifica di quelle consultazioni, per il restringimento abnorme della base elettorale (al netto dei grillini, che stavolta erano presenti, s’è astenuto dal voto circa metà dell’elettorato), per il conseguente ridimensionamento della stessa vittoria del Pd in termini di voti assoluti.

Raffaele De Mucci

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