Charlie Hebdo: l’Islam in Francia tra laicismo e politicamente corretto

All’indomani dell’attentato a “Charlie Hebdo” in Francia emerge con chiarezza la questione della compatibilità tra Islam e laicismo

L’attentato terroristico nei ccharlie hebdo onfronti del settimanale satirico francese Charlie Hebdo ha contribuito a creare una novella Union Sacrée in nome della libertà di espressione e della lotta al fondamentalismo. La reazione delle Istituzioni al gesto dei fratelli Kouachi e di Coulibaly ha restituito credibilità al governo di Parigi, con il presidente socialista François Hollande – notoriamente l’inquilino dell’Eliseo con il più basso indice di gradimento nella storia della V° Repubblica – salito addirittura di 20 punti percentuali nei sondaggi di opinione. Se da un lato si saluta con favore il rassemblement nazionale contro il terrore, dall’altro si registra una profonda spaccatura presso il ceto intellettuale transalpino, così come emergono voci discordi in seno alla stessa cultura musulmana.

“Galeotto” fu l’editoriale del filosofo Michel Onfray, fondatore dell’Università Popolare di Caen e autore del controverso “Trattato di Ateologia”. Onfray si è scagliato contro l’attitudine al politicamente corretto adottata dalla quasi totalità delle forze politiche, in seguito alla strage di Charlie Hebdo. Attraverso un duro editoriale apparso sulla rivista Le Point, Onfray ha denunciato “La litania del ‘non c’entra nulla con l’Islam’, del ‘evitiamo ogni amalgama’, del ‘i musulmani sono le prime vittime’”, sottolineando come la sola “Marine Le Pen abbia parlato di attentato terroristico di matrice islamista. La classe politica, e soprattutto la sinistra, le hanno lasciato ancora una volta il monopolio delle giuste parole”. Malgrado la sua prospettiva libertaria, il filosofo non è nuovo ad esternazioni “eretiche” nel campo progressista, come nel caso della polemica con il Ministro dell’Educazione nazionale Najat Vallaud-Belkacem e i suoi propositi di introduzione della Teoria di Genere nei programmi scolastici.

Più che la crescita del sentimento anti-musulmano (pur sempre vivo, alla luce delle manifestazioni islamofobe che si sono verificate all’indomani degli attentati) o di ulteriori assembramenti attorno alla destra radicale del Front National, a spiccare nell’opinione pubblica francese sono stati numerosi elementi di criticità nel cuore della cultura di sinistra. La questione della compatibilità tra Islam e lacismo francese è divenuto un volet chiave del dibattito, così come la presunta necessità di una riforma interna del culto musulmano e del suo esercizio entro i confini dell’Esagono. A testimonianza di questo approccio è la campagna condotta dal settimanale Marianne, fondato dallo storico giornalista Jean-François Khan, tra i più acerrimi avversari del lepenismo ma al tempo stesso portabandiera di una battaglia senza esitazioni in favore della laicità nella République.

Qui la seconda parte dell’analisi: “Charlie Hebdo: l’Islam in Francia tra laicismo e comunitarismo”

Niccolò Inches (Twitter: @niccolink)

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