Il ministro Boschi sulla riforma elettorale: «Italicum garanzia di stabilità e democrazia»

Il ministro per le Riforme in un incontro con gli studenti Luiss ha difeso la riforma elettorale voluta dal governo spiegandone nel dettaglio caratteristiche e innovazioni

MARIA ELENA BOSCHI MINISTRO RIFORME COSTITUZIONALILo scorso giovedì 9 aprile il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi ha incontrato gli studenti dell’Università LUISS e con loro ha parlato del grande tema delle riforme, fonte ultimamente di forti scontri dentro e fuori e il parlamento. Intervistata dal Professor Roberto D’Alimonte, Maria Elena Boschi ha toccato i punti più scottanti del dibattito sulla nuova legge elettorale e sulle riforme costituzionali fornendo una ricca disamina dei provvedimenti in discussione in parlamento.

La ministra ha sostenuto che la proposta di legge elettorale battezzata “Italicum” da Matteo Renzi, così formata con il sistema del doppio turno, assicura stabilità e governabilità, pur con un premio di maggioranza limitato (fissato al 55% dei seggi), da attribuire alla lista vincente e non alla coalizione. Inoltre la soglia di sbarramento al 3% obbliga le formazioni minori, che nella storia repubblicana sono state più e più volte aghi della bilancia delle maggioranze, a venire a patti con i partiti maggiori prima del voto. Con questo strumento l’obiettivo del governo è di evitare il verificarsi di situazioni di stallo post-elettorale che si risolvano poi in una semplice spartizione di poltrone.

La riforma non è poi solo frutto della volontà della maggioranza, ma anzi i provvedimenti apportati nel corso delle discussioni parlamentari (anche dalle opposizioni) sono valutati sia dalla Boschi che da D’Alimonte come migliorativi, come ad esempio quello sull’abbassamento della soglia di sbarramento per i partiti in coalizione. Il sistema dei capilista bloccati, invece, è stato difeso con forza. Secondo la titolare del ministero già adesso il governo ha i numeri in Senato per approvare la legge, a dispetto di chi ricorda i dissidi tra i due partiti che hanno stipulato il patto su cui si regge l’Italicum, il famigerato “Patto del Nazareno”.

La Boschi ha poi anche parlato della seconda riforma in campo, ovvero quella istituzionale. Anche qui la strada sembrerebbe in salita, tra scissioni dei berlusconiani ed emendamenti a pioggia dalle opposizioni, 50.000 secondo il ministro. Nel merito della riforma, l’intento dell’esecutivo appare più che mai chiaro: sostituire un Senato costoso ed inefficace per superare il cosiddetto bicameralismo paritario, con un organo molto più snello e con rappresentanti provenienti direttamente dai consigli regionali. I vantaggi di questo nuovo Senato delle autonomie sarebbero la centralizzazione di alcune attività, come quelle energetiche ed ambientali, secondo gli standard UE. Assieme a ciò avverrebbe anche l’inclusione diretta dei rappresentanti delle realtà locali nei processi decisionali nazionali.

La spiegazione del ministro ha offerto una chiave di lettura chiara e molto ottimistica sul tema delle riforme, utile per districarsi nella ricca e molto spesso confusionaria letteratura giornalistica su questi temi.

Filippo Simonelli
@f_simonelli

Pubblicato il 17 aprile 2015

Be Sociable, Share!