Elezioni in Finlandia: in arrivo un governo euroscettico?

Domenica 19 aprile i cittadini Finlandesi si sono recati alle urne per eleggere i 200 membri dell’Eduskunta, il parlamento di Helsinki

elezioni finlandia sipilaLe elezioni Finlandesi hanno decretato vincitore Juha Sipila, ex imprenditore e businessman nel campo delle telecomunicazioni ora leader del Suomen Keskusta (Partito di Centro). Sipila, che si avvia ad essere il quarantaquattresimo primo ministro della nazione scandinava, dovrà certamente formare un governo di coalizione. Ale urne ha ottenuto il 21.2 % dei voti, tali da garantire 49 seggi. I principali indiziati come partner di di governo di Sipila sono i “Veri Finlandesi”, movimento euroscettico e vagamente xenofobo, seconda forza nel parlamento. Il partito guidato da Timo Soini ha ottenuto il 17.6% delle preferenze, corrispondenti a 38 seggi. Terzo il partito di coalizione Nazionale del premier uscente Alexander Stubb (18.2% dei voti, ma solo 37 seggi) e quarto il Partito Social Democratico (16.5% dei voti e 34 seggi), già alleato di governo della Coalizione nella passata legislatura.

Due sono le strade percorribili per Sipila. Quella di un governo di destra euroscettica oppure un nuovo governo di unità nazionale con i due partiti istituzionali. Se anche le trattative con i Finlandesi dovessero andare in porto non sarebbe ancora raggiunta la quota di 101 parlamentari necessaria a garantire la maggioranza. Sipila dunque dovrebbe comunque cercare l’appoggio del partito di Stubb, che pure da terzo avrebbe diritto a ministeri importanti (almeno uno tra Finanze ed Esteri, quest’ultimo il più ambito da Soini ). Se invece i due non riuscissero a trovare l’accordo, Stubb tornerebbe ad essere il primo riferimento per accordi: in tal caso si potrebbe giungere alla formazione di un esecutivo allargato ai social-democratici per far fronte alle pressanti necessità della politica estera ed interna del paese.

Con Soini ministro degli esteri, la nazione risulterebbe molto probabilmente indirizzata verso un crescente isolamento internazionale. Già nel 2011 infatti i “Veri Finlandesi” non avevano partecipato alla formazione del governo perché contrari all’avallo delle misure di sostegno al debito pubblico Greco. Anche ora, con Atene in bilico sull’orlo del Grexit, il tema è all’ordine del giorno e potrebbe contare molto in sede di colloquio per la formazione del governo. Un altro punto saliente da affrontare per il nuovo governo sarà quello dei rapporti con la Nato: storcamente Helsinki aveva scelto la linea della neutralità per non sfidare i vicini russi troppo apertamente. La crescente ositlità del Consiglio Nordico (di cui la Finlandia fa parte) nei confronti di Mosca aveva spinto gli ultimi governi ad avvicinarsi cautamente all’alleanza Atlantica. Le trattative sembrano destinate però ad arenarsi. Lo stesso partito di Centro ha infatti tra i propri punti chiave il “non-allineamento” in politica estera e militare.

Ulteriore passaggio cruciale del futuro governo Sipila sarà il
. La Finlandia ha subito ricadute pesanti in termini occupazionali e di Pil della cessione da parte della divisione cellulari di Nokia a Microsoft, e altri settori trainanti, come quello del legno o le esportazioni subiscono l’effetto delle sanzioni alla Russia. Sipila dovrà affrontare assieme a questi punti e necessità di riforma dell’economia e di taglio della spesa pubblica, con un debito pubblico che potrebbe raggiungere quest’anno il 60% del Pil.

Filippo Simonelli @f_simonelli

Pubblicato il 29 aprile 2015

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