Il Front National del(le) Le Pen: Marine e Marion, coppia vincente o dualismo del futuro? – Prima parte

In vista delle Regionali di domenica in Francia, il Front National viene dato per grande favorito al primo turno. Negli ultimi giorni, la stella di Marine Le Pen è stata però offuscata dalla nipote Marion Maréchal, candidata al Sud.

le pen front nationalDomenica 6 dicembre si vota in Francia per il primo turno delle Elezioni Regionali, per il rinnovo di 13 consigli dopo la riforma voluta da François Hollande. Lo scrutinio è un vero e proprio banco di prova per l’intera classe politica transalpina, a poche settimane dagli attentati terroristici del 13 novembre a Parigi e sempre sullo sfondo di un Paese martoriato dalla crisi economica. Lo è per il Partito Socialista del Presidente e del Primo Ministro Manuel Valls, risaliti nei sondaggi di gradimento grazie alla linea della fermezza adottata all’indomani degli attacchi fondamentalisti, ma soprattutto per il lanciatissimo Front National di Marine Le Pen, che ha collocato in cima alle liste tutti i big del partito, a cominciare dalla stessa leader nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie. La figlia dell’ex presidente onorario FN Jean-Marie Le Pen potrebbe spuntarla al primo turno sul rivale dei Repubblicani Xavier Bertrand, in passato Ministro del Lavoro durante il mandato di Nicolas Sarkozy. Le Regionali del 6-13 dicembre potrebbero rivelarsi la consacrazione definitiva per il Movimento “Bleu Marine” dopo 4 anni di faticosa Dédiabolisation, ma anche l’inizio di un nuovo dualismo all’interno del più forte partito di estrema destra in Europa.

Il Front National, in quasi 44 anni di vita politica, ha sempre conosciuto acuti personalismi e scontri logoranti per la leadership, nonostante la lunga resistenza del “Menhir” (così ribattezzato da fedelissimi e non nel FN) Jean-Marie, lui stesso uscito vincitore dalle annose lotte tra capi della galassia post-fascista di Francia, tra nostalgici del regime di Philippe Pétain e sostenitori dell’Algeria francese. Il culto del capo Le Pen rimase inscalfito per più di due decenni, fino alla scissione dell’ex pupillo del pluricandidato alle Presidenziali, Bruno Mégret, che sbatté la porta nel 1998 – alla vigilia delle Elezioni Europee – dopo che Le Pen gli preferì la moglie Jany come capolista del Fronte. Il partito, pur menomato dall’emorragia di quadri locali causata dall’addio dei mégretisti, riuscì ad ottenere il suo exploit elettorale nel 2002 arrivando con Jean-Marie Le Pen al ballottaggio per l’Eliseo (perso al cospetto di Jacques Chirac), anche grazie alla débacle al primo turno della Gauche Plurielle del candidato socialista Lionel Jospin. In seguito, l’ascesa di Nicolas Sarkozy  – coadiuvato dal suo ideologo, l’ex giornalista di “Minute” Patrick Buisson – e della filosofia della Droite Forte tra i post-gollisti finirono per ridimensionare il fenomeno Le Pen, fagocitandone parte dell’elettorato.

La scelta di Marine, sostenuta dal padre in occasione del (quasi) plebiscitario voto al Congresso di Tours del 2011, nello scontro per la leadership con Bruno Gollnisch, rispondeva proprio all’esigenza di rilanciare un partito più volte vicino al potere ma sempre “perseguitato” da una sua aura protestataria di “opposizione irresponsabile“. La Lunga Marcia della Le Pen, iniziata nel 2000 con la creazione del think tank “Génération Le Pen” – di fatto, l’avvio del processo di Dédiabolisation – si è conclusa ai giorni nostri, quando gli aspetti più xenofobi e identitari del programma frontista vengono “smussati” dai volti rassicuranti della nuova classe al potere: oltre alla stessa Marine, il compagno Louis Aliot, Steeve Briois, l’ex discepolo di Jean-Pierre Chevènement Florian Philippot – odiatissimo dalla vecchia guardia del partito e soprattutto la nipote del Menhir Marion Maréchal Le Pen, il più giovane deputato della Va Repubblica francese. Una predestinata, dal momento che già in tenera età era la benjamine della propaganda FN, comparsa in braccio a nonno Jean-Marie sui manifesti elettorali.

Fine prima parte

Leggi la seconda parte qui

Niccolò Inches
@niccolink

Pubblicato il 5 dicembre 2015

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